40 ANNI DELLA RUGBY PRATO

 Quanto di seguito riportato è stato scritto da LORIS LANDI  e in parte da FRANCO CENOBI nell'anno 1999  per avere il ricordo dei primi 40 anni di attività del rugby pratese ,quanto scritto è inteso come  "AMARCORD" di quel movimento rugbistico fortemente voluto, organizzato con tutta la passione inimmaginabile, da  GIORGIO RAVASIO per tutti "GINO"  al quale tutto il rugby pratese deve dire "grazie" mille volte grazie  ancora oggi  dopo 56 anni dalla  sua nascita.

Io gli dico grazie Gino ovunque  Tu sei! (Gino è deceduto il 25 settembre 2012 )

Franco Cenobi

il libro è dedicato " agli amici e ai nemici"  

“Questa è la storia della Rugby Prato, quindi della nostra storia, dalla quale saranno sicuramente stati dimenticati nomi, personaggi e fatti importanti, ma vi preghiamo di perdonare queste omissioni non volute”.

IL RUGBY

 

STORIA, ORIGINI, USI E COSTUMI. 

Numerose sono le testimonianze, tramandateci dai popoli più antichi, dei primi giochi effettuati con la palla.

Dalla Cina, duemila anni prima di Cristo, si hanno notizie di alcuni giochi simili al football e al Rugby.

Gli Indiani d’America, ancor prima dell’arrivo di Colombo, davano grande importanza ai giochi con la palla. Omero, Galeno, Seneca e tanti altri ci tramandano nei loro scritti appunto della palla e di giochi effettuati con essa.

 

In Grecia si giocava “l’episciro” ed a Roma “l’harpastum”, che significa strappare con forza, afferrare con impeto. All’harpastum fu dato l’aggettivo di pulvurulentum proprio perché le due squadre, scontrandosi e azzuffandosi, sollevavano un gran polverone.

La disposizione dei giocatori nell’”harpastum”, che si giocava con una palla fatta di stracci, sia con le mani che con i piedi, riproduceva lo schieramento della Legione romana e tale disposizione la troviamo anche nel gioco del Calcio Fiorentino.

Si hanno notizie di una partita svoltasi nel  276 D.C. che vide i legionari  romani sconfitti da dei giovani Britanni, quindi anche in Britannia si praticavano dei giochi con la palla simile a quelli di altri popoli.

I giochi con la palla  venivano praticati in molti paesi del  mondo con regole differenti e con un numero di giocatori variabilissimo. Per esempio, l’hurling in Britannia, il sòule in Francia, il knappan in Galles, il ba’game in Scozia ed in Irlanda  l’hurling giocato con l’uso di bastoni, da cui è derivato l’hockey.

Nel proseguire degli anni, arriviamo, nel 1555, al “Trattato del Gioco della palla” di Antonio Scaino ma soprattutto al “Discorso sopra il gioco del Calcio Fiorentino” di Giovanni de’ Bardi, nobile di Vernio, paese della Val di Bisenzio, nel pratese, e , dello stesso autore, alle “Memorie del calcio Fiorentino”. Queste ultime due opere contengono, con dovizia di particolari, le precise regole del gioco e il rituale dello spettacolo.

Molte altre notizie storiche, riguardanti i secoli seguenti, ci testimoniano di scontri epici, dell’esaltazione dei campioni di allora, dei tentativi di regolamentazione dei giochi e anche dei divieti di svolgimento per i giochi talvolta eccessivamente violenti.

La leggenda narra che in un pomeriggio del 1°Novembre del 1823, sul campo della Public School di Rugby, una ridente cittadina inglese dello Warwickshire, sia nato appunto il RUGBY.

Una Targa, affissa sul muro di recinzione del giardino del Preside della scuola, ricorda che un giovane studente, l’irlandese William Webb Ellis, mentre giocava a football, con grande dispregio della regola in vigore, prese la palla fra le braccia e corse con essa determinando cosi l’origine di una delle caratteristiche essenziali e distintiva del gioco del Rugby.

I dubbi sorgono spontanei, riguardo ai  fatti suddetti, quanto meno la realtà si fonde con la fantasia, con la leggenda.

In tutti i Colleges inglesi venivano praticati sin dal XVI secolo, vari giochi con la palla, con regole differenti a seconda del luogo ove erano svolti: prati, cortili, porticati ecc.

L’ambiente quindi condizionava le regole di gioco che ne derivavano e il gioco, appunto, prendeva il nome della scuola stessa.

Nacque quindi il Gioco "di" Rugby ed il suo regolamento fu stilato il 7 settembre 1846; esso era composto di trentasette norme che ne costituiscono, ancor oggi, la base del gioco.

Solo nella meta’ del 1800, si arrivò a delle regole precise ed alla  distinzione tra Calcio e Rugby.

Il 26 Ottobre 1863 si radunarono vari Club scolastici per darsi delle regole, il principale motivo di discussione non era se giocare la palla con le mani o con i piedi, ma se abolire la carica sull’uomo o no.

Le successive due riunioni, del 24 Novembre e dell’8 Dicembre di quello storico anno, furono decisive.

L’handling game, il Rugby, si scisse definitivamente dal dribling game, il calcio.

Negli anni seguenti ci furono continui cambiamenti ai regolamenti e nel 1872, l’anno della morte di Webb, divenuto pastore d’anime, mentre era a Mentone, ignaro forse di avere creato il Rugby, i rappresentanti dei vari club si riunirono presso il ristorante Pall Mall di Londra e dettero vita ad un comitato che stabilì un regolamento definitivo.

Era nata la Rugby Union e fu scelta la forma della palla: ovale. La scelta della forma ovale fu elemento essenziale per lo sviluppo del Rugby. William Gilbert, calzolaio nella scuola di Rugby, iniziò a fabbricare palloni contenenti una vescica di maiale che ha appunto forma ovale. Nel 1870, Richard Lindon, artigiano nella città di Rugby, costruì la prima camera d’aria per palloni di gomma. I palloni a quel punto potevano essere fatti sia ovali che sferici, il resto è storia: l’ovale contraddistinse il gioco del Rugby mentre la palla sferica quello del calcio.  Nel 1884 fu ideata l’International Board, costituita poi a Manchester nel 1887: è tuttora l’Ente che decide ed ha poteri assoluti sulle regole del gioco e su tutto quanto concerne la politica del mondo del Rugby.

Attualmente l’International Board è composta da diverse Unions (Nazioni), il cui numero cresce di anno in anno. L’ente si riunisce, di regola, ogni anno il giorno precedente l’incontro "Inghilterra – Scozia" del torneo delle 5 Nazioni.

Il gioco del Rugby si sviluppò nel mondo dopo l’avvento della rivoluzione industriale che portò L’Inghilterra ad essere una potente nazione coloniale. Le colonie accolsero con entusiasmo questo sport. In Sudafrica esso ebbe un rapido sviluppo presso l’Università del Capo ed a Stellenbosch.

La prima campagna dei Lyons britannici, che riuniscono i migliori giocatori delle quattro squadre della Gran Bretagna, comprese le due Irlande, avvenne proprio in Sudafrica nel 1891. Essa fu un totale fallimento per gli Springboks sudafricani, che persero tutti gli incontri. Ma da allora dominarono poi incontrastatamente sino al 1956 quando furono battuti dagli All-Blacks neozelandesi.

Nuova Zelanda, Australia ed altre nazioni dell’emisfero sud, iniziarono a praticare il Rugby alla fine della seconda metà del 1800. In Francia il Rugby fece capolino a Le Havre nel 1872, portato da  studenti inglesi, esso poi si affermò in tutta la nazione.

Ora in tutto il mondo si gioca  questo meraviglioso sport e le manifestazioni più importanti sono:

 

Emisfero nord

 

Torneo delle Cinque Nazioni (scusate, delle sei) questo perché dal 2000 sarà denominato Torneo delle Sei Nazioni con l’ingresso dell’Italia. Questo torneo è il più antico del mondo. Nato nel 1883 come torneo delle Quattro Nazioni, (quelle britanniche) accolse nel 1910 la Francia, ma ritornò con la formula a quattro squadre dal 1931 al 1947 perchè i francesi furono esclusi per professionismo. Nell’ambito di questo torneo si assegnano trofei come la Calcutta Cup, alla vincente fra Inghilterra - Scozia di ogni anno; questa coppa fu ottenuta dalla fusione delle rupie, avanzo di cassa, del Calcutta Football Club al suo scioglimento nel 1873.

Si assegnano anche trofei ideali come il “Grande Slam”, alla squadra che sconfigge tutte le altre partecipanti. La “Triple Crown” alla squadra britannica che sconfigge le altre tre. Il “Wooden Spoon” alla compagine ultima classificata.

Emisfero Sud

Tri – Series

Nato nel 1996 è giocato dal Sudafrica, Nuova Zelanda ed Australia.

Campionato del Mondo

Nel 1987 si è svolta la prima edizione, essa ha cadenza quadriennale. Le prime tre edizioni sono state vinte dalle Nazioni dell’emisfero sud, rispettivamente dalla Nuova Zelanda nel 1987, dall’Australia nel 1991 e dal Sudafrica nel 1995. Anche l'edizione 1999 è stata conquistata dall'Australia.     

Continua..........................

 

 

 

 

OVALI FIR A PRATESI

GIOCATORI PRATESI INSIGNITI CON L'OVALE

-ORO CON FRONDA PER ALMENO 40 ANNI DI ATTIVITA'

 ANNO 2003 : FRANCO CENOBI,UMBERTO MATERAZZETTI, ROBERTO                                VANNUCCI ROBERTO

ANNO 2004 : RENATO PUGGELLI

ANNO 2005 : LANDI LORIS

ANNO 2011 FRANCO SPIRITO

ANNO 2013 MARCO VISINTIN

           OVALE D'ORO PER ALMENO 30 ANNI DI ATTIVITA'

ANNO 2003 RICCARDO BONACCORSI, STEFANO CIUOFFO ,

ANNO 2011 WALTER NUTINI , ALBERTO VANNUCCI, MICHELE GIOSCIA

ANNO 2013 ETTORE NESPOLI

 

OVALE D'ARGENTO PER ALMENO 20 ANNI DI ATTIVITA'

ANNO 2003 ALBERTO BARNI, CANGIOLI, NESPOLI ETTORE

ANNO 2006 NICOLA PARISI, DAVID GUERZONI

ANNO 2011 PASQUALE PETRELLA,

ANNO 2012 STEFANI DAVID, BRUNI PAOLO

ANNO 2013 NESPOLI ETTORE

 

 

OVALE DI BRONZO ALMENO 15 ANNI DI ATTIVITA'

ANNO 2003 PIETRO SEMERARO, LUIGI FRANCESCHI

ANNO 2005 BRUNI PAOLO

ANNO 2011 MARCO BERTOCCHI

ANNO 2012 FRANCESCO FUSI MARIO PINORI

 

MUSEO DEL RUGBY A PRATO

UN SUCCESSO DI PUBBLICO PER LA MOSTRA DEL RUGBY A PRATO Il Museo del Rugby - News Scritto da Il Museo del Rugby Lunedì 24 Settembre 2012 10:46 Con il saluto dell’Assessore allo Sport del Comune di Prato, Matteo Grazzini, si è chiusa ieri sera la mostra “Fango e Sudore, le Maglie del Rugby Mondiale”, esposizione di cimeli storici del rugby organizzata dall’Amministrazione Comunale e dal Museo del Rugby. Grande la soddisfazione del curatore del museo, Corrado Mattoccia, per il successo di pubblico e l’interesse suscitato non solo tra gli appassionati della pallovale ma anche tra i tanti pratesi incuriositi dalla novità di una mostra interamente dedicata al Rugby. 2.156 sono state, infatti, le presenze registrate nei dieci giorni d’esposizione presso la suggestiva cornice del Cassero Medievale: il numero più alto di visite registrato dal museo nel corso delle dieci esposizioni temporanee allestite lungo tutto lo Stivale dal 2007 ad oggi. “Associo ad ogni mostra un'emozione diversa” – spiega Corrado Mattoccia – “Qualcuna la ricordo per il luogo, altre per le persone che si ha l’opportunità di conoscere”. “Prato sarà un ricordo legato a tante cose, tutte insieme. In primo luogo alla magnifica sala espositiva, il Cassero Medioevale. Non saranno da meno i ricordi legati alle tantissime persone che hanno visitato la mostra e a coloro che mi hanno aiutato ad allestirla, in particolare Franco Cenobi, Marco Bertocchi e Maria Claudia Cavaliere. Ma sopratutto, e questo è un riconoscimento ufficiale che non sono abituato a fare, ringrazio Matteo Grazzini, presenza costante in questi dieci giorni, un amico che ha partecipato a tutte le iniziative del museo senza "fronzoli" politici e di ruolo. Grazie di cuore a nome mio, del Museo del Rugby e del popolo dei rugbysti”. La replica di Matteo Grazzini: “Intanto siamo noi a ringraziare perché il museo a Prato ha avuto una doppia funzione, quella di portare in Città la storia del rugby, di cui Prato ha bisogno perché guardiamo al futuro e per farlo abbiamo bisogno di guardarci dietro e capire cosa c’è stato prima di noi. In secondo luogo abbiamo fatto rivivere attraverso lo sport una parte storica della Città dando l’opportunità a molti pratesi di conoscere lo sport ma anche la storia di Prato”. Chiusa la dieci giorni pratese si guarda alle prossime iniziative del Museo del Rugby. In questi giorni sta prendendo forma una delle future esposizioni temporanee che porterà la collezione di maglie storiche a Firenze in occasione della settimana in cui si giocherà allo Stadio Franchi Italia – Australia che chiuderà il 24 novembre il trittico di match autunnali. Per conoscere tutte le iniziative invitiamo a visitare il sito web www.ilmuseodelrugby.it o la pagina facebook de Il Museo del Rugby. GUARDA IL VIDEO DELLA CHIUSURA DELLA MOSTRA In foto, da sx: Corrado Mattoccia, Maria Claudia Cavaliere, Marco Bertocci, Matteo Grazzini, Franco Cenobi. www.redblu.it

Renato Puggelli

OGGI 02/11/2013 RENATO PUGGELLI ,IMPROVVISAMENTE A "PASSATO LA PALLA" COME SI DICE IN GERGO RUGBISTICO , PIANTANDO TUTTI CON UNA DELLE FINTE CHE ERA SOLITO FARE PER SUPERARE L'AVVERSARIO E ANDARE IN META. RENATO HA RAGGIUNTO "LA META " FINALE UN Pò TROPPO PRESTO,DOVEVA DARE ANCORA TANTO AL RUGBY PRATESE E SOPRATUTTO DOVEVA ANCORA TESTIMONIARE QUELLO CHE lUI ERA STATO E AVEVA SIGNIFICATO PER IL RUGBY, IL NOSTRO SPORT PER ECCELLENZA ! SENZA ESSERE RETORICI ,COME SPESSO CAPITA IN QUESTE OCCASIONI, RENATO LASCIA UN VUOTO INCOLMABILE ,SPIRITUALMENTE E DI FATTO PER L'IMPEGNO E L'APPORTO DI LAVORO E DI ENTUSIASMO CHE METTEVA SU QUANTE COSE FACESSE PER IL RUGBY ,PER LA FAMIGLIA, PER IL LAVORO , TUTTE ATTIVITA' CHE HA SVOLTO SENZA RISPARMIARSI. RICORDO GLI INIZI DELLA SUA ATTIVITA' DI GIOCATORE :ATTENTO, INTUITIVO ,SPIAZZANTE, VELOCE UN'APERTURA DI GRANDE CLASSE E QUESTO LO SARA' FINO AL TERMINE DELL'ATTIVITA' AGONISTICA , TERMINE AGEVOLATO, SE BEN RICORDO, DAI SUOI GINOCCHI CHE NON ERANO PIù IN GRADO DI EFFETTUARE FINTE E CAMBI DI DIREZIONE CHE IL SUO CERVELLO COMANDAVA , FINITA LA STAGIONE AGONISTICA CON UN ASERIE INFINITA DI SUCCESSI COMPRESA LA MAGLIA AZZURRA , RENATO LO TROVIAMO SEMPRE AL CAMPO COME ALLENATORE, COME PERSA SEMPRE DISPONIBILE PER OGNI NECESSITA' DELLA SOCIETA' , SISTEMARE GLI SPOGLIATOI SEGNARE IL CAMPO , TENERE IN ORDINE IL MAGAZZINO E TANTI LAVORI NECESSARI PER IL DECORO DELL'IMPIANTO SPORTIVO. l'IMPIANTO SPORTIVO DEL RUGBY IN VIALE GALILEO "CARLO MONTANO" DOVE LO TROVAVI CON REGOLARITA' DALLA FINE DELL'ORARIO DI LAVORO FINO AL FINE DEGLI ALLENAMENTI E I CONSEQUENZIALI TERZI TEMPI CHE A PRATO SI FACEVANO OGNI SERA E TERMINAVANO ANCHE A MEZZANOTTE ; A QUELL'ORA RENATO SALIVA SULLA RENAUL 4 ROSSA PER RITORNARE A MONTEPIANO DA CUI DOPO UN BREVE RIPOSO SAREBBE RIPARTITO PER PRATO DI BUON MATTINO , ALLE 6 INIZIAVA IL LAVORO IN DOGANA . RICORDARE RENATO E'FACILE : -CHE DIRE DELLA SUA ATTIVITA' SUL CAMPO DI GIOCO UN N.10 CHE TUTTI INVIAVANO ALLA SS RUGBY PRATO, LA SUA TECNICA ,I SUOI SLALOM ,LA SUA POTENZA E CHE DIRE DEI SUOI CALCI POTENTI E PRECISI IN MEZZO AI PALI, QUANTI PUNTI HANNO PORTATO ALLA SQUADRA E QUANTE VITTORIE -CHE DIRE DELL'ORGANIZZAZIONE SPORTIVA E SOCIETARIA SEMPRE EFFICIENTE DAI CARTELLINI ALLE MAGLIE , ALLE TRASFERTE TUTTO PREVISTO NEI MINIMI PARTICOLARI. -CHE DIRE DELLA CURA DEI PALLONI E DELLE MUTE DELLE MAGLIE, ERA RENATO CHE LE PORTAVA E LE RITIRAVA PULITE DAL SUO AMICO ANDREA CAMBI. -CHE DIRE DELL'ORGANIZZATORE DEI VIAGGI A TOLONE IN FRANCIA PER VERI SCAMBI DI "AMICIZIA" CON I TRANSALPINI ANCHE SE IN CAMPO NON SEMPRE L'AMICIZIA ERA IL PRIMO SENTIMENTO A BRILLARE, MA I TERZI TEMPI E LE CENE ERANO INDIMENTICABILI. -CHE DIRE DEI VIAGGI IN INGHILTERRA E IN FRANCIA PER ASSISTERE ALLE PARTITE DEL "CINQUE NAZIONI" DEGNE DI GRANDI TOUR OPERATOR, DOPO OGNI VIAGGIO MI DICEVA :BASTA QUESTO E' L'ULTIMO , SI ERA L'ULTIMO FINO A QUELLO DELL'ANNO SUCCESSIVO....! -CHE DIRE DELLE RIUNIONI CONVIVIALI ORGANIZZATE A PRATO E A MONTEPIANO E PERFINO DAVANTI ALLO STADIO FLAMINIO IN OCCASIONE DEL "SEI NAZIONI" CON I SUOI AMICI DEL GUBBIO RUGBY , IN QUESTE OCCASIONI SI POTEVA TOCCARE CON MANO E GODERE DELLA SEMPLICITA' DELLA SCHIETTEZZA , DELL'ATMOSFERA DI AMICIZIA E RISPETTO E DI TUTTE QUELLE BUONE COSE CHE L'AMBIENTE DEL RUGBY PRATESE ESPRIMEVA ,SENZA RENATO, SAREBBERO STATE SERATE E OCCASIONI BELLE MA SICURAMENTE PIU' ASETTICHE. -CHE DIRE DELLE SERATE ALLA CLUB HOUSE DI VIALE GALILEI CHE CON L'APPORTO DI RENATO CON LE SUE BATTUTE E LE SUE IMITAZIONI DI PANARIELLO E DI ALTRI PERSONAGGI,SONO RIMASTE INDIMENTICABILI. lA VITA DI RENATO NEL RUGBY PRATESE SI PUò DIVIDERE IN DUE "COLORI" : LA PRIMA PARTE, DURATA CIRCA 35 ANNI E' DI COLORE "ROSSOBLU" I COLORI DELLA SS RUGBY PRATO SOCIETA' DOVE E' NATO RUGBISTICAMENTE ,SI E' FORMATO E DOVE HA SVILUPPATO E MOSTRATO TUTTE LE SUE QUALITA' ATLETICO-SPORTIVE E ANCHE ORGANIZZATIVE, LA SECONDA PARTE DI COLORE "NERO" COLORE DEL RUGBY CLUB I CAVALIERI "TUTTI NERI" DOVE HA CHIUSO LA SUA OPERA A FAVORE DEL REUGBY, CREDO CHE SIA STATO ANCHE L'ULTIMO "ROSSOBLU" IN FORZA CON I "TUTTONERI". NELLA SUA LUNGA ATTIVITA' RENATO HA AVUTO MOLTISSIMI RICONOSCIMENTI A LIVELLO DI SQUADRA MA SOPRATUTTO A LIVELLO INDIVIDIUALE : 3 OVALI AL MERITO , ARGENTO, ORO E ORO CON FRONDA DI ALLORO PER OLTRE 40 ANNI DI ATTIVITA' ININTERROTTA E L'ULTIMO RICONOSCIMENTO RICEVUTO IL 23 FEBBARIO 2013 A ROMA LA TARGA FRANCO CHIASEROTTI "UNA VITA PER IL RUGBY" RENATO MANCHERA' A CARLA E LAURA ALLE QUALI VANNO LE NOSTRE PIU' SENTITE CONDOGLIANZE , A NOI MANCHERA' MA SICURAMENTE SAR' SEMPRE NEL NOSTRO CUORE NEI NOSTRI RICORDI PER SEMPRE.

FRANCO CENOBI UN AMICO DA SEMPRE